A prescindere dall’approccio che si sceglie per iniziare l’alimentazione complementare del proprio figlio, ad un certo punto ogni genitore si chiede: quando e come inserire le posate?
Se il bambino è alimentato con i cibi omogenei ed è imboccato, impara a conoscere il cucchiaino da subito, ma in modo passivo.
Quand’è il momento per lasciare il cucchiaino al bambino e permettergli di utilizzarlo in autonomia?
E se si pratica l’autosvezzamento, quand’è il momento di dare le posate al bambino?
Non esiste un’età specifica, saper utilizzare il cucchiaino in modo efficace non è una competenza innata, ma acquisita.
Per imparare il bambino ha bisogno di fare tanta pratica. È il risultato della maturazione delle abilità motorie fini, della coordinazione occhio-mano e della motivazione all’autonomia. Tutte competenze che vanno acquisite anche fuori dai pasti.
Le posate possono essere offerte ai bambini dai 3 mesi, età in cui iniziano a portare vari oggetti alla bocca e a migliorare la coordinazione occhio-mano-bocca.
Magari, mentre la famiglia mangia, il bambino può esplorare le posate, portarle alla bocca, imitare i movimenti degli adulti senza ancora abbinare la posata all’alimentazione complementare.
Dai 6 mesi, quando iniziate lo svezzamento, potete riproporre la posata come strumento che facilita l’assunzione del cibo.
ATTENZIONE
A questa età la coordinazione e le capacità motorie non permettono l’utilizzo efficace delle posate: non riescono a caricare il cibo in autonomia, se ricevono una posata precaricata, perdono il cibo nel tragitto verso la bocca.
Qualche “fallimento” all’inizio non deve scoraggiarvi però.
Vi ricordate che per imparare hanno bisogno di fare tanta pratica?
Non esiste un modo migliore per imparare!
Come potete aiutarli?
Mangiando insieme tutte le volte in cui è fattibile, possibilmente cibi uguali
Lasciando a disposizione le posate
Caricando il cibo sulla posata e proponendola al bambino
Ma non solo!
Per assurdo, lasciateli usare spesso le mani! ..per mangiare, per esplorare…è così che sviluppa la motricità fine
Toccare, schiacciare, raccogliere: è così che impara quanto è morbido un cibo, quanto scivola, come si comporta se manipolato.
Se vogliamo che il bambino diventi autonomo, diamogli la possibilità di esserlo, non sostituiamoci a lui.
Se vogliamo che impari qualcosa, non insegniamoglielo, ma mostriamolo!
Impara per imitazione, non esiste nessun “metodo miracoloso”, esiste la costanza, tanta pratica e tanta fiducia nelle sue competenze.
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